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IL LIBRO DEI PRECARI


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AMICI MIEI


A quasi trent’anni dall’uscita del primo film (1975) Mario Monicelli e Francesco Bellomo scelgono l’affiatato gruppo dei "Gatti di Vicolo Miracoli" per portare in teatro le ”zingarate” che tutti ricordiamo immortale nel celebre film “AMICI MIEI”.
L’adattamento teatrale dal film è opera dello stesso Monicelli, che ne firma anche la regia. non ce l’ha fatta a rimanerne lontano dai cinque compari di zingarate disincantate che sostiene essere “gli amici miei” per eccellenza.
In una recente intervista, Monicelli, ha ricordato come in realtà “Amici miei” sia nato da storie vere di un gruppo di professionisti toscani che amavano divertirsi, a volte in modo un po’ cinico.

Per l'occasione sul palco del teatro ritroviamo i gatti di vicolo miracoli Jerry Calà, Franco Oppini e Nini Salerno in verità la formazione non è al completo, perché l'esilarante quartetto di comici veronesi è orfano di Umberto Smaila impegnato con i suoi locali in giro per l’Italia.
Saranno loro i cinquantenni terribili che nella ormai mitica versione cinematografica rispondevano ai nomi di Ugo Tognazzi, Gastone Moschin e Philippe Noiret. Al fianco dei tre comici, ci sarà un cast di tutto rispetto tra cui Stefano De Sando, Gaetano Aronica, Veronica Maya, Francesca Nunzi e Luigi Tani nel ruolo di Sabino.
Sul palcoscenico Jerry Calà, Franco Oppini e Nini Salerno compongono un trio affiatato e collaudato, che affonda le radici nella loro lunga esperienza e riescono a ricreare lo spirito che caratterizza il film: un’amicizia solida e tenace, che non può essere messa i discussione, perché si basa su regole precise, perché è un mondo a parte, da cui è escluso tutto il resto, donne comprese.
Quest'opera ha scavato un solco così profondo nella memoria collettiva, che risulta impossibile non ricordare le gags esilaranti come la schiaffeggiata alla stazione o la «supercazzola» del conte Mascetti alias Ugo Tognazzi. È il vero ritratto della società italiana di allora che, secondo il cineasta trasforma paura e sofferenze in enormi scherzi.

Perozzi, Melandri, Mascetti, Sassaroli: quattro amici sui cinquanta.
Qualcuno arrivato nella professione, qualcun altro ormai in disarmo, ma tutti con una voglia matta di rimanere giovani, di vivere una vita picaresca come da ragazzi.
Ogni tanto lasciano le rispettive occupazioni e si radunano per le "zingarate": vagabondaggi, scherzi feroci, ragazzate, che li portano lontano dalle responsabilità della vita quotidiana, che li fanno tornare indietro nel tempo, per esorcizzare la paura di invecchiare.
Finché uno di loro muore ma ancora una volta l'umorismo prevale quando avviene un evento davvero tragico, la scomparsa di un amico del gruppo, lo spirito di sempre riprende il sopravvento e il povero prete venuto a celebrare la cerimonia funebre sarà la vittima dell'ultimo scherzo


di Mario Calì

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