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Con l’avvicinarsi delle belle giornate di sole, cresce irrefrenabile dentro di noi, la voglia di farci accarezzare dal sole, riscaldarci e raccogliere la prima abbronzatura di stagione, ma non bisogna mai dimenticare che un esposizione prolungata della pelle ai raggi solari può provocare effetti dannosi sia nel breve che nel lungo termine.
 

I dermatologi sono sempre li a rammentare a tutti gli amanti della tintarella che il sole sa essere molto pericoloso, se sottovalutato e soprattutto se preso senza le dovute precauzioni. Studi ormai conclamati hanno accertato che il sole è responsabile nei processi di formazione di alcuni tipi di cancro della pelle, e che oltre il 60% dei melanomi è il frutto diretto di esposizioni prolungate e sbagliate ai raggi solari.
I raggi ultravioletti, infatti, sono in grado di innescare la formazione di forme cancerose cutanee, quale il melanoma appunto, tanto più frequente in coloro che hanno subito le scottature solari e che insorge soprattutto nelle zone del corpo più esposte al sole.

Solo in Italia, si calcola che siano oltre 1.000 i morti all’anno per melanoma cutaneo, ed ogni anno ci sono circa 2.000 nuove terribili diagnosi.
Secondo le stime raccolte dall’Italian Skin Cancer Foundation nel nostro Paese il melanoma rappresenta la terza causa di morte per i giovani fra i 25 ed i 35 anni, superato solo dagli incidenti stradali, Aids e leucemia.

Il numero più elevato di casi registrati, contrariamente a quanto si possa pensare, non è nel sud della penisola ma bensì nel nord Italia, in regioni come la Lombardia, il Veneto ed il Friuli Venezia Giulia dove c’è un alta percentuale di persone con la pelle chiara e in quanto tali più sensibili al sole ed ai suoi effetti nocivi.
Dianzi a questa escalation quasi irrefrenabile, la Comunità Europea ha emanato negli ultimi anni, una serie di raccomandazioni imponendo da un lato un nuovo sigillo o logo UVA sulle confezioni di creme solari, dall’altro il divieto di utilizzare espressioni ingannevoli tipo “schermo totale” o “protezione totale”, dal momento che nessun prodotto può in realtà proteggere completamente dai raggi UV.
La commissaria europea per la protezione dei consumatori Meglena Kuneva ha dichiarato: “I consumatori hanno bisogno di informazioni chiare e precise sui prodotti per la protezione solare, in modo da poter compiere scelte informate. Il messaggio fondamentale su cui dobbiamo insistere è che l’uso di prodotti solari è solo una delle precauzioni necessarie per proteggersi efficacemente dal sole” «se applicati correttamente i prodotti solari possono servire a proteggere dal cancro della pelle, ma da soli non sono sufficienti. Occorre prendere altre precauzioni ragionevoli, come evitare l’esposizione prolungata al sole, rimanere all’ombra nelle ore più calde e proteggersi con cappelli e occhiali da sole».
Attenti studi hanno però dimostrato che alcuni dei danni peggiori, che sono quelli provocati dai raggi ultravioletti, componenti la luce solare, possono essere ridotti significativamente semplicemente indossando capi di abbigliamento ben progettati e fabbricati con tessuti adeguati.
La continua ricerca di nuovi prodotti e l’attenzione del mercato del tessile alle sempre maggiori esigenze della clientela, interessata a materiali non solo belli ma anche capaci di reagire a determinate sollecitazioni, hanno infatti, portato alla realizzazione di tessuti con particolari caratteristiche funzionali.
Si sente parlare sempre più spesso di “soft-wear” intendendo quella produzione di tessuti frutto di ricerca avanzate, realizzati con materiali anche non prettamente tessili in grado di arricchire il capo di abbigliamento di caratteristiche uniche, dei veri e propri tessuti “intelligenti”, caratterizzati da filati sempre più ingegnerizzati per applicazioni sempre più particolari, con l’obiettivo dichiarato di trovare la risoluzione di alcuni problemi, primo tra tutti la protezione personale.
Tra questi ci sono senz’altro i capi che siano in grado di proteggerci dai raggi UV, un capo che deve poter essere usato all’aperto ad elevate temperature, che sia leggero, che abbia il giusto compromesso tra assorbimento dei raggi solari e traspirazione, il tutto con un buon grado di confort, altrimenti il capo risulterebbe inutilizzabile e poco funzionale. In quest’ottica si inserisce senza dubbio l’eccellenza di un azienda leader, di caratura mondiale, quale la COLUMBIA SPORTSWEAR, specializzata nelle attività così dette out door, che grazie ai continui investimenti ed a ricerche sempre più specifiche è riuscita a realizzare un intera collezione fatta di oltre 100 capi per uomo donna e bambini chiamata “Omni –shade” in grado per l’appunto di proteggere dal sole.

Si tratta di prodotti inizialmente studiati per un pubblico di nicchia, che oggi invece sono resi disponibili a tutti, con intere collezioni in grado di soddisfare i gusti anche più esigenti, si tratta in pratica di capi di abbigliamento che hanno la capacità di proteggere dai raggi ultravioletti chi li indossa. Sono un vero e proprio schermo solare al pari delle creme che siamo soliti spalmarci, ma che hanno appunto la comodità di non ungere e di non dover essere riapplicati più volte al di, consentendo alle persone di poter trascorrere molte più ora al sole in tutta sicurezza, consentendo a chi li indossa di svolgere in totale tranquillità attività ricreative o professionali, senza rischi e nel pieno confort.

Si tratta di capi di abbigliamento realizzati con un tessuti scelti per le loro caratteristiche di protezione dai raggi UV, sintetici o fibre naturali, che grazie alla loro struttura a tessitura stretta, al colore o ad appositi trattamenti con inibitori di raggi UV sono in grado di rendere ancora più efficace la schermatura protettiva.

Inoltre i capi a protezione solare, spesso indossati in climi caldi e umidi, sono realizzati con particolari accorgimenti che migliorano la ventilazione, l’eliminazione dell’umidità ed evitano la formazione di batteri responsabili di cattivi odori.

I livelli di protezione vengono identificati con una speciale dicitura U.P.F. vale a dire Ultraviolet Protection Factor, che va da 15 a 50 che misura la capacità del capo di resistere ai raggi solari, dove una protezione 15 viene vista come buona, tra i 25 e i 39 molto buona e superiore ai 40 eccellente.

Il valore di protezione viene attribuito al termine di particolari test realizzati con l’uso di uno spettrofotometro. In pratica viene fatto passare un fascio di luce ultravioletta (UV) attraverso il campione di tessuto, lo spettrofotometro misura la quantità di luce UV che passa attraverso il tessuto e calcola quindi la percentuale di raggi nocivi bloccati. Questa percentuale determina quindi il grado di protezione UPF. Esempio: UPF 40 indica che 1/40 dei raggi UV che colpiscono il tessuto lo attraversano, ne più ne meno quindi di come succede per calcolare il grado di protezione delle creme solari. Questo consente a chi lo indossa di prolungare il periodo di protezione naturalmente offerto dalla pelle prima che compaiano fenomeni di arrossamento (eritemi solari).

 

In quest’ottica si inserisce senza dubbio l’eccellenza di un azienda leader, di caratura mondiale, quale la COLUMBIA SPORTSWEAR, specializzata nelle attività così dette out door, che grazie ai continui investimenti ed a ricerche sempre più specifiche è riuscita a realizzare un intera collezione fatta di oltre 100 capi per uomo donna e bambini chiamata “Omni –shade” in grado per l’appunto di proteggere dal sole.

Si tratta di prodotti inizialmente studiati per un pubblico di nicchia, che oggi invece sono resi disponibili a tutti, con intere collezioni in grado di soddisfare i gusti anche più esigenti, si tratta in pratica di capi di abbigliamento che hanno la capacità di proteggere dai raggi ultravioletti chi li indossa. Sono un vero e proprio schermo solare al pari delle creme che siamo soliti spalmarci, ma che hanno appunto la comodità di non ungere e di non dover essere riapplicati più volte al di, consentendo alle persone di poter trascorrere molte più ora al sole in tutta sicurezza, consentendo a chi li indossa di svolgere in totale tranquillità attività ricreative o professionali, senza rischi e nel pieno confort.
Si tratta di capi di abbigliamento realizzati con un tessuti scelti per le loro caratteristiche di protezione dai raggi UV, sintetici o fibre naturali, che grazie alla loro struttura a tessitura stretta, al colore o ad appositi trattamenti con inibitori di raggi UV sono in grado di rendere ancora più efficace la schermatura protettiva.
Inoltre i capi a protezione solare, spesso indossati in climi caldi e umidi, sono realizzati con particolari accorgimenti che migliorano la ventilazione, l’eliminazione dell’umidità ed evitano la formazione di batteri responsabili di cattivi odori.
I livelli di protezione vengono identificati con una speciale dicitura U.P.F. vale a dire Ultraviolet Protection Factor, che va da 15 a 50 che misura la capacità del capo di resistere ai raggi solari, dove una protezione 15 viene vista come buona, tra i 25 e i 39 molto buona e superiore ai 40 eccellente.
Il valore di protezione viene attribuito al termine di particolari test realizzati con l’uso di uno spettrofotometro. In pratica viene fatto passare un fascio di luce ultravioletta (UV) attraverso il campione di tessuto, lo spettrofotometro misura la quantità di luce UV che passa attraverso il tessuto e calcola quindi la percentuale di raggi nocivi bloccati. Questa percentuale determina quindi il grado di protezione UPF. Esempio: UPF 40 indica che 1/40 dei raggi UV che colpiscono il tessuto lo attraversano, ne più ne meno quindi di come succede per calcolare il grado di protezione delle creme solari. Questo consente a chi lo indossa di prolungare il periodo di protezione naturalmente offerto dalla pelle prima che compaiano fenomeni di arrossamento (eritemi solari).

 

Inoltre la COLUMBIA SPORTSWEAR è il primo produttore mondiale di abbigliamento ad essere insignito del prestigioso riconoscimento “Seal of recommendation” che la prestigiosissima Skin Cancer Foundation, ha riconosciuto ai capi che abbiano un fattore di protezione UPF 30.
La Skin Cancer Foundation è la prima organizzazione negli Stati Uniti ad impegnarsi a educare il pubblico e professionisti medici sul sole e alla sicurezza, è l'unica organizzazione mondiale esclusivamente dedicata alla prevenzione, l'individuazione e il trattamento del cancro della pelle sempre attenta alle problematiche dei tumori, e che da anni porta avanti campagne di prevenzione in tutto il mondo.

Questo riconoscimento è il frutto di una voluta collaborazione con la Columbia sportwear, dal momento che il presidente dell’associazione Perry Robins, ha sostenuto che recenti studi hanno chiaramente dimostrato che l'abbigliamento può essere il modo più efficace per proteggere noi stessi da tali potenziali rischi per la salute,
Non ultimo quest’anno la skin cancer fondation, nell’ottica di una sempre maggiore sensibilizzazione, ha dato vita ad un nuovo battage pubblicitario servendosi di personaggi noti dello spettacolo tra cui: Victoria Beckman, Naomi Campbell, Winona Ryder, Marc Jacobs, Rufus Wainwright e tanti altri i quali verranno ritratti nudi su delle t.shirt coperti solo da una scritta che avverte riguardo ai rischi del cancro alla pelle.

Uno slogan simpatico e accattivante che dice: "Protect the skin you're in... Save your ass" che in italiano significa "Proteggi la pelle... salvati il culo".
Le magliette al costo di 23 euro saranno vendute nello Skin Cancer Foundation di New York, e il ricavato delle vendite infatti andrà alla Skin Cancer Foundation, che da anni porta avanti campagne di prevenzione in tutto il mondo.
Infine va segnalata la prossima edizione del skin cancer day che avrà luogo in tutta Italia sabato 3 maggio 2008: durante il quale dei dermatologi saranno a disposizione per informare ed educare la popolazione sul rischio legato ai tumori cutanei e/o per effettuare visite gratuite a persone al di sopra di 40 anni, con l'obiettivo di scoprire il più precocemente possibile questi tumori e dare consigli utili su come prevenirli.

Sul sito poi http://www.skincancerday.it  potrete trovare ulteriori informazioni.

Mario Calì

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