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IL LIBRO DEI PRECARI


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[Chi Siamo]

Luca, 30 anni, single. Precario nel lavoro.
Tonino, 42 anni, sposato. Precario nel matrimonio.
JO!, 18 anni, l'hacker dei precari.
Stella, 25 anni, fidanzata, precaria in salute.

Antonella, manager, 40 anni, precaria nei sentimenti.

Campanellino, 24 anni, precaria dei sogni.

Cosa accomuna tutte queste persone?

Che verso hanno
le tazzine da caffè?

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Il caffè non è solo un tonico, un digestivo o uno stimolante, ma la bevanda per eccellenza che ha una vera e propria funzione sociale.
Secondo una recente indagine di mercato negli oltre 131.000 esercizi pubblici italiani, si bevono quasi 30 milioni di caffè, un terzo del totale del caffè consumato in Italia, la restante parte viene preparata dalle moke tradizionali oppure dalle nuove macchinette espresso di casa con tanto di cialda o capsula predosata. Ci sono, infine, gli irriducibili della vecchia caffettiera alla napoletana.
Ce ne sono di tutti i tipi, lungo, ristretto, corretto, shakerato, freddo, moka classico, alla napoletana, americano, espresso, macchiato freddo, macchiato caldo, schiumato, tazza fredda, bicchierino e così via in un gamma infinta di varietà da fare impallidire chiunque, per non contare poi l’ infinita gamma di miscele che negli ultimi anni si sono moltiplicate a dismisura.
La pausa caffè è un modo per ritrovarsi, scambiare quattro chiacchiere, fare commenti o pettegolezzi di ogni tipo, un momento di incontro per conversare, confessarsi, conoscersi, distrarsi, un momento cult che ognuno di noi vive con i suoi riti da non violare e da rispettare rigorosamente.
Sorseggiare un caffè significa staccare dal lavoro, dagli impegni, ritagliarsi un attimo per rilassarsi, abbandonarsi al gusto e dimenticare tutto e tutti in quella nera bevanda racchiusa in una tazzina. Una bevanda che accarezza i sensi, stimola la mente e la creatività, favorisce la socialità ma anche la cura di sé. Tutti effetti che durano a lungo, ben oltre l’attimo in sé.
Attorno alla tazzina da caffè si sono fatte confessioni, rivelazioni scottanti, piacevole chiacchierate, studiato esami, attese notti infinite, fatte promesse, e chi più ne ha più ne metta.

Siamo due professionisti, Marcello Peluso e Mario Calì, nonché giornalisti, cresciuti al culto della “tazzulella e caffè” ovvero della classica tazzina alla quale siamo stati educati sin da piccoli, con tradizioni familiari tramandate di generazione in generazione.

Da qui l’idea del sito “Tazzine da caffè” che oltre ad essere il titolo di un giallo di Marcello Peluso, è anche il luogo di incontro virtuale dove abbiamo deciso di continuare le nostre chiacchierate sulla moda, sulle tendenze, sulle mostre e sugli eventi che la vita ci offre, con il piglio professionale dei giornalisti, ma anche con il calore e la spensieratezza di due amici che si incontrano per bere un caffè, come se fossimo  uno di fronte all’altro, dinanzi alla tazzina fumante.

Che verso hanno le tazzine da caffè? Il primo portale dei precari d'Italia
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